Molinari Cincotti
Simona Molinari e Peter Cincotti a Umbria Jazz 13.

Venerdì 5 luglio, ’round midnight, Teatro Morlacchi.
Dopo il successo sanremese Simona Molinari e Peter Cincotti saranno sul palco del Teatro Morlacchi venerdì 5 luglio, ’round midnight.
Simona Molinari e Peter Cincotti sono tornati a fare coppia dopo il successo del duetto “In cerca di te” (tratto dal precedente album “Tua”)  sul palco del 63° Festival di Sanremo con i brani “La felicità” e “Dr. Jekyll Mr. Hyde”.
Per Simona Molinari un esordio a Umbria Jazz, per Cincotti un ritorno, infatti nel 2005, giovanissimo, fu protagonista proprio al Teatro Morlacchi.
A Umbria Jazz presenteranno l’album appena uscito “Dr. Jekyll Mr. Hyde”: 11 tracce e molte collaborazioni. Oltre a Cincotti , protagonista anche in un altro duetto “Non so dirti no (a long way from home)” di cui firma parole e musica, sono presenti Gilberto Gil in “Sampa Milano”, scritta dall’artista brasiliano per un gemellaggio tra Italia e Brasile e tradotta da Simona, Lelio Luttazzi che è presente in “Buonanotte Rossana” sia come autore del brano, sia nella registrazione originale del suo piano, Roberto Gatto alla batteria in “Where the clouds go” e in “Sampa Milano” e il gruppo torinese The Sweet Life Society con Frank Armocida in “Gran Balon”.
“Dopo la collaborazione per il mio album “Tua” – spiega Simona Molinari – Peter e io siamo rimasti in contatto, legati da una forte amicizia e stima professionale. Quando mi hanno fatto ascoltare “Dr. Jekyll Mr. Hyde” del Maestro Lelio Luttazzi, ho immediatamente pensato a un duetto con Cincotti: lui ha accettato con entusiasmo e ha registrato anche l’altro brano sanremese “La felicità”, una delle tracce più forti del disco”.
“La caratteristica di questo album – riassume la Molinari – credo sia la leggerezza e la positività con cui a volte si possono affrontare anche i temi più importanti. Non ci sono elucubrazioni mentali, musicali e artistiche. C’è la voglia di raccontare, ridere e soprattutto non prendersi troppo sul serio in un momento dove niente può davvero essere preso sul serio”.